• 1 Il Commissario Straordinario del X Municipio di Roma, Domenico Vulpiani, riceve gli atleti della sezione giovanile Fiamme Gialle di atletica
  • 2 Articolo e foto del Triangolare "Roma incontra Napoli e Firenze"
  • 3 3° PROVA TROFEO ATLETICAMO ROMA
  • 4 Apertura Staffette Miste 3 Prova Trofeo Atleticamo
  • 5 Classifica Individuale Trofeo AtleticAmo Roma 2016
  • 6 Roma Incontra Firenze e Napoli i Convocati

Calendario Eventi

Sab Apr 16 @08:00 - 01:00PM
Trofeo AtleticAmo Roma 2016 1 Prova
Gio Mag 12 @15:00 - 08:00PM
Trofeo AtleticAmo Roma 2016 2 Prova
Sab Mag 21 @08:30 - 01:30PM
CdS Ragazze/i 1 Prova
Sab Giu 04 @09:00 - 02:00PM
CdS Ragazze/i 2 Prova
Lun Giu 20 @14:30 - 08:00PM
Trofeo AteticAmo Roma 2016 3 Prova
Gio Giu 23 @14:00 - 07:00PM
Roma Incontra Firenze e Napoli

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  • Michele Giove / Giu 24, 2016 Articolo e foto del Triangolare "Roma incontra Napoli e Firenze"

     MIC8065 Pano

    Clicca qui per visualizzare le foto del triangolare "Roma incontra Napoli e Firenze" del 23 Giugno 2016 presso lo stadio della farnesina

     

     MIC8644 Pano

    ROMA INCONTRA NAPOLI E FIRENZE E VINCE

    Stadio della Farnesina, 23 Giugno 2016

    Il 4° meeting di atletica leggera fra le tre città si è concluso con la vittoria di Roma Capitale, prima nella classifica comminata con punti 77, maschile 43, femminile 34.

    Seconda Firenze e terza Napoli.

    Un evento creato dal presidente della Fidal Roma, Mario Biagini, e consolidato dallo staff tecnico - organizzativo del Comitato di Roma: Viola Serago, Rinaldo Brunetti, Maurizio Longega, Michele Giove e Giuseppe Vasapollo.

    Suo scopo quello di offrire esperienze agonistiche, maturate nel corso di una proficua preparazione, desiderate dagli atleti e producenti positivi apporti tecnici e psico-fisici.

    Quindi un meeting che ha rappresentato e rappresenta la migliore occasione per affrontare una più vasta società di coetanei.

    Spirito sottolineato anche dal presidente del CONI Lazio, Riccardo Viola e dai presidenti Fidal Napoli, Corrado Grasso e Fidal Firenze, Giovanni Carniani.

    All’inizio sembrava che il primo posto del podio fosse per Firenze, poi, di gara in gara, è avanzata Roma.

    Nel getto del peso Kg. 2 vince il fiorentino Giuseppe Martorana che scaglia l’attrezzo a metri 14.81, secondo posto per l’atleta partenopeo Simone Cuciniello con 14.74 ed ancora un atleta toscano per il bronzo che va a Yepe Plegnon Kevin con 13.38. Primo degli atleti di Roma Gino Gioia, tesserato Fiamme Gialle, con 10.45.

    Rivincita di Roma in quello femminile dove Senthia Crea, Acsi Italia Atletica, è prima, lanciando a metri 10.99. Alle spalle, per il secondo posto, Maria Formicola con il miglior lancio a metri 10.54, per la terza posizione l’atleta del giglio Anna Franchini che fa atterrare il peso a metri 10.20.

    Per tutti: bene l’arresto nella traslocazione e buona la progressività delle azioni.

    Sugli ostacoli, metri 60, Emiliano Villa (Roma/Fiamme Gialle) è primo e ferma il cronometro a 9.26. Secondo posto per il romano Filippo Donferri con il tempo di 9.57. Terza posizione per l’atleta di Firenze Lorenzo Zufanelli (9.93).

    Fra le ragazze, l’oro non sfugge neppure a Roma, dove Nicole Colellla è prima con 9.68. Seconda posizione ad appannaggio di Firenze con Noemi Guidotti che termina in 9.99. Altra atleta della rappresentativa di Roma, al terzo posto: Jasmi Jimenez Ccntreas che conclude in 10.18.

    Nei concorrenti, giustificata la giovane età, si è notato una scarsa spinta ed incompleta in fase di attacco.

    Nella velocità, metri 60, l’atleta della rappresentativa di Roma, Leonardo Schellino, tesserato Atletica Sabatina, conquista l’oro, correndo in 7.96 e gli atleti della rappresentativa fiorentina Andrea Vanchetti e Lorenzo Vestito, classificati, nell’ordine, al secondo (8.00) e terzo posto (8.14), nulla possono fare per contrastare i passi intesi e progressivi del vincitore.

    L’onda del successo prosegue anche con le ragazze: Flavia Acciavatti (prima/8.50) e Flavia Velluti (seconda/8.51). Firenze rimedia un terzo posto con Viola Ceccarelli (8.76).

    In loro bene la presa dei piedi al suolo, giusti i passi progressivi, né troppo lunghi oppure non troppo corti.

    Nella gara di mezzo fondo (metri 1000), Roma si deve accontentare solo dell’argento con Luca Maranto (Acsi Campidoglio) che conclude in 3 minuti e 78 centesimi. Vince, invece, Gabriele Pasquinucci, Firenze, con il tempo di 2.57.94. Bronzo per l’atleta di Napoli, Luca Guida, che termina in 3.05.57.

    Le ragazze di Roma rialzano la classifica con questa specialità: Sofia Terrinono è prima (3.14.91), Flavia Bianchi è seconda (3.15.23), lasciando il terzo posto a Valeria Rossi di Firenze (3.18.84).

    Ragazzi e ragazze hanno mostrato una resistenza specifica, sopra tutto ai ritmi agonistici.

    Nei salti affermazione degli atleti della Capitale.

    Salta in lungo: metri 5 e vince Federico Morseletto, della Romatletica. Completa il podio il secondo posto Daniele Santini (GSD Lital) con metri 4.82 e Matteo Comparini (Firenze/Calenzano), terzo con 4.58. Si prende la rivincita Firenze con la ragazza Petra Surace che salta 4.93, ma Roma è a ridosso con Elena Venturini (4.67) e Marinella Memeo (4.63).

    In alto, scavalca i metri 1.55 Alessio Guadagno, Kronos Roma. E, in questa gara, Firenze sale sul podio per il secondo e terzo posto con Matteo Castellucci (1.43) e Francesco Gronchi (1.40). Scambio di ruolo al femminile: vince Firenze con Elena Coniglio, 1,43, ma Roma è seconda con Camilla Anzalone (1.40-meno sbagli) e Firenze rafforza la terza posizione con Sofia Orciani che salta 1.40.

    Nel salto in alto: bene eseguito l’avvio veloce e lo stacco che ha animato la gara.

    Nel salto in lungo: giusta la rincorsa accelerata e il volo verso l’alto.

    Nel lancio del vortex, ogni rappresentativa piazza un proprio atleta. A vincere è Roma con Alessio Campiello che fa volare l’attrezzo a metri 58.22. Simone Cuciniello (Napoli) termina la gara con il miglior lancio a metri 56.90. Terzo Lorenzo Vivaldi (Firenze) con 52.65.

    Anche fra le ragazze un proprio atleta – rappresentativa fra le prime classificate. Vittoria di Alessia Campisano, Roma (42.41), secondo posto di Ambra Bezzerra Da Silva, Firenze (39.99), terza Francesca Cappiello, Napoli (38.53).

    Corretta l’impugnatura e la torsione della spalla di lancio nei tempi finali.

    Ambo secco nella marcia Km. 2. Primo e secondo posto di Roma con atleti del Gruppo Sportivo Fiamme Gialle. Vince Diego Giampaolo (9.54.48), secondo è Francesco Biondini (11.25.57), terzo classificato Antimo D’Alessandro (Napoli/11.46.78).

    Fra le ragazze, invece, vittoria della rappresentativa di Roma Capitale con Nicole Aracu (11.27.10) ed ambo di Napoli con Eleonora Massa, argento, 11.37.32 e con Emilia Marroccella, 12.02.81, bronzo. Salvo qualche atleta con il busto inclinato in avanti, bene il singolo e doppio appoggio per tutti i concorrenti.

    La staffetta 4x100 conclude la riunione.

    Indipendentemente dai risultati bene la fusione fra la velocità di arrivo del porgitore e la velocità di avvio del ricevitore nella posizione di partenza o di avvio.

    Roma è asso piglia tutto. Prima con i ragazzi e le ragazze.

    Gli atleti: Andrea Vannini, Damiano Mercatande, Tarekgen Matteo, Miah Faysal corrono e concludono in 50.81. Le ragazze Mila Panella, Federica Pansini, Swami Menichelli, Valeria Pezzillo terminano la gara nel tempo di 54.13.

    Firenze è seconda in ambedue le prove con i maschi: Lorenzo Zufanelli, Lorenzo Vestito, Matteo Comparini e Andrea Vanchetti (tempo: 50.86) e con le ragazze Anna Franchini, Elena Coniglio, Petra Surace, Viola Ceccarelli (cronometro a 55.12)

    Napoli sale sul podio per la terza posizione con le ragazze Giuliana Marseglia, Michela Brancati, Giorgia Grasso, Cristina Limatola che registrano il tempo di 57.25 e con i ragazzi Federico Pasqualini, Simone Gallo, Alessandro Salis, Luca Carrat (54.76).

    Con Riccardo Viola, presidente CONI Lazio e Cesare Sagrestani, presidente Panathlon Roma, ente che ha offerto le magliette alla squadra di Roma Capitale, compiuta con decoro e solennità la cerimonia di premiazione, per far conoscere le gioie degli sforzi agli atleti e le fatiche agli allenatori ed invogliare sempre più alla pratica dell’atletica.

    Un compenso che si conviene nello sport educativo e dilettantistico.

    Infine, gli atleti, al termine della riunione, hanno indossato la magliette del comitato promotore di Roma 2024, per lanciare l’appello che la Capitale ospiti, nuovamente, la più grande festa dello sport: i giochi olimpici e paraolimpici.

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  • Maurizio Longega / Ago 31, 2014 CERTIFICATI MEDICI PER ATTIVITA' SPORTIVA

    Certificati medici per attività sportiva

     

    E’ bene chiarire.

    Il Decreto-Legge 21 giugno 2013, n. 69 (Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia), cosiddetto "Decreto del Fare", convertito con la Legge 9 agosto 2013 n.98, ha stabilito che, a partire dal 21 agosto 2013, non deve più essere presentato il certificato per le attività ludico-motorie e amatoriali, mentre rimane l’obbligo di certificazione per le attività sportive non agonistiche presso il medico di base.

    Il Ministero della Salute in una nota alla Federazione Italiana Medici di Famiglia conferma l’abolizione dei certificati per attività ludico motoria-amatoriale e dei conseguenti accertamenti diagnostici richiesti dalla normativa abrogata.

    Rimane l'obbligo della certificazione per l’attività sportiva non agonistica che si intende solo riferita alle attività sportive parascolastiche e a quelle appartenenti a Federazioni nazionali sportive che fanno capo al Coni.

    L'esecuzione di ulteriori accertamenti, come l'elettrocardiogramma, per la valutazione clinica delle condizioni del paziente rimane alla discrezionalità professionale del medico certificatore.

    Quindi, chi pratica attività sportiva ludico-ricreativa o amatoriale non deve presentare il certificato di idoneità fisica (es. fitness, body building, ed altre attività in palestra, nuoto in piscina, danza, ginnastica presciistica, attività motorie nelle scuole materne ed elementari, ginnastica formativa in età pediatrica, ginnastica per anziani, manifestazioni sportive della durata di un giorno, tornei aziendali e così via).

    E’ chiaro, pertanto, che il decreto ha cancellato oltre all'obbligo di presentare il certificato medico, anche le spese economiche ad esso annesse, sempre per svolgere attività ludico-motoria amatoriale.

    Tuttavia, in questa situazione legislativa, le palestre, i centri sportivi e le piscine ancora non si sentono sufficientemente tutelate e, nonostante i chiarimenti del Ministero, spingono tutti gli iscritti, a presentare il certificato medico per scaricarsi da responsabilità.

    Deve invece, presentare il certificato di idoneità fisica chi pratica attività sportiva non agonistica (attività svolta esclusivamente come tesserati di Federazioni sportive affiliate al Coni o agli Enti di promozione sportiva, finalizzata a partecipare a campionati e gare ufficiali, compresi i Giochi della Gioventù, oppure per le attività parascolastiche organizzate dalle scuole) e chi pratica attività sportiva agonistica.

     

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  • Michele Giove / Giu 26, 2015 Le foto e i risultati di "Firenze incontra Napoli e Roma"

    RomaNapoliFirenze 2015

    La galleria fotografica del triangolare del 25 giugno a Firenze "Firenze incontra Napoli e Roma" (foto Michele Giove)

    Risultati delle gare

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  • Michele Giove / Ott 1, 2015 Il CR Lazio con le società

    MIC 5816 Panoda fidallazio.it

    Oggi alle 18.00 presso la sala del CONI regionale, il Presidente del C.R. Fidal Lazio, Fabio Martelli, ha portato a conoscenza e condiviso con le società romane, ed in particolare con quelle utilizzatrici dello Stadio N. Martellini - Terme di Caracalla, la situazione relativa all’attuale stato di chiusura dello stesso.

    La riunione, condivisa con FIDAL Nazionale ed alla presenza del Segretario nazionale dott. Fabio Pagliara, ha consentito di fare il punto sui problemi legati all’impossibilità di accedere all’impianto e sulle linee comuni da adottare.

    Il Presidente del CR Lazio, dopo aver fatto una cronistoria relativa allo Stadio delle Terme di Caracalla ed a tutte le procedure messe in atto con l’Assessorato allo Sport del Comune di Roma per una riapertura immediata del campo dopo i lavori di rifacimento della pista, ha sottolineato il lavoro continuo e certosino per la manutenzione del verde e delle infrastrutture dell’impianto. Successivamente Martelli ha comunicato che nella giornata di domani, Giovedì 1 Ottobre, darà il via alla chiusura delle utenze dello stadio con la  conseguente consegna della custodia al Comune di Roma.

    La scelta di questa azione, condivisa con le società, prende spunto dalle lungaggini nelle operazioni di riapertura ed alla non condivisione di manifestazioni diverse da quelle di atletica leggera all’interno del campo stesso.

    Il Presidente ha dichiarato che rimarrà  disponibile in qualsiasi momento, nei confronti del Comune di Roma, per un incontro chiaro e costruttivo per la riapertura immediata del campo a favore dell’atletica leggera.

    Queste le parole di Fabio Martelli: “Riconsegno il campo N. Martellini in condizioni eccellenti, con la consapevolezza di aver mantenuto fede al alla promessa fatta al Comune di Roma, ma con la convinzione di continuare a battermi per il campo di Caracalla a favore dei ragazzi, delle loro famiglie, società e dell’atletica tutta”.

    MIC 5811 Pano

     

    Foto Michele Giove (fotogiove.com - tutti i diritti riservati)

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  • Maurizio Longega / Ago 13, 2014 ASPETTI FORMATIVI DELLA MARCIA

    GIOCO e SPORT

    ASPETTI FORMATIVI DELLA MARCIA

    E’ doveroso, prima di entrare nel vivo del tema, delineare per sommi capi, quali siano i fini, gli effetti, le forme dello sport e le fasi della pratica sportiva.

    Oggi abbiamo lo sport per fini agonistici, educativi e ricreativi.

    Nella forma agonistica si presenta come alta competizione e spettacolo e qui scopriamo nell’uomo la volontà di misurarsi, competere, affermarsi, guadagnare, lavorare, mentre nella forma educativa nell'individuo c'è il proposito di darsi alla pratica sportiva, per esercitare il corpo e in altri casi come gioco, come ricreazione, come dono di letizia. Ecco la forma ricreativa. La forma che risponde alla ricreazione popolare, all'impiego delle ore libere dal lavoro, all'opportunità, in senso positivo, per indirizzare le masse verso forme educative, rispettando effetti sul piano fisico, psichico e interpersonale, identici in qualsiasi forma.

    Bene, la marcia atletica soddisfa questi tre aspetti dello sport e piace ricordare una frase che ho ascoltato da un marciatore notissimo negli anni 50/60, di recente scomparso, Carlo Bomba: " Io marcio, perché amo la marcia, perché penso che faccia bene, ma perché mi debbono impedire di farlo ?"

    Quest'ultima espressione, perché era stato squalificato (evento che allora avveniva di frequente, avendo perso quelle caratteristiche che sono necessarie ad un marciatore e non avendo la FIDAL creato la categoria amatori). Fino a poco tempo addietro, gareggiava e non veniva squalificato, perché la federazione ha riconosciuto la disciplina quale forma ricreativa ed elemento della vita e dello sport di un individuo.

    L'episodio e l'affermazione sono importanti per capire gli aspetti formativi della marcia atletica.

    Il giovane e il meno giovane dell'uno e dell'altro sesso, tiene molto alla variazione morfologica che la pratica del movimento produce. I giovani osservano che il loro corpo si arricchisce di muscoli, tonici ed efficienti, trovano incentivo ad applicarsi ad un'attività che, in un certo senso, serve anche per soddisfare il loro desiderio di essere belli o, almeno, di conquistare un aspetto migliore di quello che possiedono.

    Lo stesso si verifica per quanti praticano l'attività per fini educativi e ricreativi (signori e signore con qualche chilo in più).

    Non solo i muscoli risentono dell'esercizio sportivo, ma anche la circolazione che è attivata, il cuore che si presenta armoniosamente grosso, lento e stenico con aumentato rendimento, la respirazione che risulta accresciuta ed utile. Si può anche costatare una eliminazione attiva dei prodotti di rifiuto ed un sistema nervoso che si perfeziona, infatti i gesti sono più' precisi ed offrono un rendimento migliore, così come si arricchisce la gamma degli automatismi.

    Di qui, dati i notevoli benefici che dalla marcia si possono trarre, essa deve definirsi come pratica "d'elezione" oppure "attività propedeutica fondamentale".

    Tutti, grandi e piccoli, giovani e meno giovani, di ambo i sessi, possono, anzi, dovrebbero praticare la marcia, infatti essa è una formazione fisica generale, anticamera di ogni specialità agonistica e sportiva.

    Se lo sviluppo dei trasporti risparmia sempre più agli uomini di oggi quel movimento che gli uomini del passato erano obbligati ad affrontare quotidianamente, la marcia è il mezzo per opporsi alle turbe circolatorie e all'obesità che caratterizzano la nostra epoca, in modo semplice ed economico, sotto ogni profilo. Tecnicamente, infatti, la marcia non è altro che il quotidiano camminare portato a velocita. Fisiologicamente è una disciplina aerobica, dove la fonte energetica è prevalentemente l'ossigeno. E' anche un mezzo per sensibi1izzare l'opinione pubblica sulla tutela del verde, della natura, del1’ambiente.

    Sul piano psichico la marcia è un tonico, è un correttivo, è un medicamento.

    A momenti di impegno psico-fisico esasperato, la marcia esige fasi di decontrazione e di rilassamento. In questa alternanza si ripete la quotidiana vita. L'adattamento immediato a situazioni nuove ed impreviste che si ha nella marcia è, potenzialmente, un adattamento alla molteplicità delle situazioni che spesso impone la vita.

    Il marciatore Carlo Bomba si doleva della squalifica, ma la accettava ed aveva accettato di gareggiare nella categoria amatori-veterani, per una esigenza di comunità di vita.


    La marcia è anche un'occasione stupenda per mettere l'uomo a contatto con l'uomo. Non importa "con" o "contro". Importante è istaurare e alimentare, offrendo esperienza e socievolezza delle regole della disciplina e quindi della vita. Ma la marcia è anche seminatrice di amicizie che con il tempo si formano e si trasformano in straordinaria solidità. Pensate alla progressione: affinità di intenti, il mutuo adattamento che la vita di associazione impone, lo spirito di solidarietà fraterna e di sacrificio fino ai limiti della sofferenza a serrare i legami ed a renderli duraturi. Ecco che nascono relazioni interpersonali che esordiscono nel momento sportivo, per penetrare, poi, nel più vasto campo delle relazioni sociali.

    Ora, per concludere, se è vero che lo sport per tutti ha scosso l'inerzia individuale, spingendo l'individuo verso una concezione attiva dell'esistenza e verso il gusto dell'azione ed anche la marcia ha contribuito a tale svolta, è anche vero che gli insegnanti, gli istruttori e i giudici vedono i risultati agonistici al primo posto, fenomeno tutt'ora presente anche nella marcia, ma in fase discente, per un dialogo che si è aperto fra istruttori e giudici. Tuttavia, questo modo di agire è limitante, non è forza socializzatrice. Lo sport per tutti deve essere un piacere, una forma di ricreazione volta a curare il corpo e, attraverso il corpo, ad alleviare le pene dello spirito, non per ottenere un risultato, ma come bisogno fisico. Da qui la necessità che gli insegnanti, gli istruttori e i giudici di gara debbono avere una formazione particolare e con ciò voglio dire che tali figure debbono possedere una conoscenza del praticante nella molteplicità delle sue fasi vitali, cioè durante l'età evolutiva o la maturità o la senescenza, proprio perché l'attività sportiva non si limiti ai giovani, ma allarghi il suo raggio a tutti i periodi della esistenza umana, dal momento che la creazione di enti nazionali e locali favorisce lo sport di tutti e di massa.

    Talune Federazioni (compresa la Fidal) e alcuni Enti di Promozione Sportiva si sono adeguati al pensiero, ma siamo ancora lontani dal vero obbiettivo.

    Per quanto riguarda la marcia, come precedentemente detto, si è aperto un dialogo fra allenatori e giudici, per uniformare la preparazione e il giudizio a tre livelli fondamentali: giovanissimi, maturi, amatori. Nella prima fascia il giovane viene avviato alla specialità sotto forma di gioco e senza stress di tempi e posizioni, mentre i giudici abbonderanno nelle ammonizioni quale gesto di correzione. La squalifica sarà amministrata solo in caso di corsa palese. Nella seconda fascia la regola del Regolamento Tecnico Internazionale sarà applicata integralmente, senza indugi, mentre la preparazione sarà la tipica espressione di sport agonistico. Nell'ultima fascia gli istruttori propongono un'attività utile e divertente nell'ambito sociale, mentre il giudice di marcia limiterà il suo intervento ai casi evidenti di corsa, anziché di marcia atletica.

    Ad oggi poco l’incremento su tale strategia, per offrire una marcia di massa e di tutti ed allargare il raggio ai periodi della esistenza umana, che invece ha generato le camminate ludico motorie sportive e turistiche.

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  • Maurizio Longega / Ago 13, 2014 L'ATLETICA ALLE OLIMPIADI PRIMA E DOPO IL CONFLITTO 1915/18

    Pagine di storie sportive

     

    L’ATLETICA ALLE OLIMPIADI

    PRIMA E DOPO IL CONFLITTO 1915/18

     

    Per l’Italia il prossimo anno ricorre il centenario della prima guerra mondiale che iniziò con le operazioni militari europee il 28 luglio 1914.

    L’Italia entro in guerra il 24 Maggio 1915.

    La quinta olimpiade ebbe luogo a Stoccolma nel 1912 dal 5 maggio al 22 luglio. La spedizione italiana, partita con grandi difficoltà economiche, è segnata dalla contemporanea presenza di due dei più grandi campioni dello sport italiano: Alberto Braglia e Nedo Nadi.

    Braglia, nella ginnastica, domina il concorso individuale. C’è anche una squadra di alto livello e l'Italia, così, conquista, oltre al terzo posto di Serafino Mazzarocchi nel concorso individuale, la medaglia d'oro nel concorso a squadre.

    L'altro fuoriclasse azzurro è lo schermidore Nedo Nadi che vince nel fioretto davanti all'altro italiano Pietro Speciale.

    Dall’atletica arriva la medaglia di bronzo con Fernando Altimani (Milano, 8 dicembre 1893 – Milano, 1º gennaio 1963), che copre i 10 Km di marcia con il tempo di 47.37. Nella sua carriera una presenza in nazionale e 4 titoli italiani. Primati personali: 5 km su pista 21.32 e 10 km su pista 44.34.

    In atletica debutta il cronometraggio elettrico, semiautomatico, nel senso che veniva fatto partire a mano, ma registrava (abbastanza) fedelmente su carta fotografica l'arrivo. Fu grazie a questo strumento che, al termine della straordinaria gara dei 1500 m, si riuscì ad assegnare l'argento all'americano Abel Kiviat davanti al connazionale Norman Taber: i due finirono a un decimo dall'inglese Arnold Jackson, nel più bel 'miglio metrico' corso fino ad allora.

    Il 22 luglio cala il sipario sui Giochi Olimpici di Stoccolma.

    Un'edizione di alto livello organizzativo e tecnico, ma anche l'ultima prima delle Olimpiadi della morte, la Prima Guerra Mondiale.

    Nel 1919, dopo la cancellazione dell'Olimpiade, che sarebbe dovuta svolgersi a Berlino tre anni prima, si scelse di affidare a una delle nazioni più colpite dalla Grande Guerra, il Belgio, l'organizzazione dei Giochi del 1920.

    La scelta ricadde su Anversa.

    Anche se non mancarono i problemi economici e di infrastrutture per un Belgio sulla via della ricostruzione, l'Olimpiade riscosse un discreto successo, non tanto tra il pubblico, quanto tra la critica, anche perché mai come prima i Giochi diventarono portatori di valori positivi. Fu ad Anversa che per la prima volta venne recitato il Giuramento olimpico e nacquero la Bandiera olimpica e la tradizione che vede liberare le colombe bianche durante la cerimonia d'apertura, a simboleggiare la pace.

    Finalmente anche l’Italia ha un vero comitato nazionale che si occupa dei giochi olimpici, denominato CONI. E’ l’anno 1914.

    Il marciatore italiano Ugo Frigerio (Milano, 16 settembre 1901 – Garda, 7 luglio 1968) conquista ben 2 medaglie d’oro nei 3 e 10 Km.

    Ugo Frigerio esordì vincendo in una competizione agonistica nel 1918, a 17 anni. L'anno dopo vinse il titolo italiano sui 10 km di marcia, che conservò imbattuto fino al 1924 e che rivinse nel 1931.

    Nel 1920 e nel 1924 Ugo Frigerio conquistò tutti gli ori olimpici in palio per la marcia.

    Quattro anni dopo, i 3.000 furono eliminati, ma Frigerio si confermò campione olimpico sui 10 km.

    Nel 1925 Frigerio fu protagonista di una tournée negli Stati Uniti con eccellenti risultati. Stabilì ben sei record del mondo al coperto, ma all'epoca i primati indoor non erano ancora registrati ufficialmente.

    Nel 1928 ad Amsterdam la marcia fu esclusa dal programma dei Giochi.

    Frigerio decise di abbandonare le gare.

    Rientrò successivamente per partecipare ai Giochi di Los Angeles del 1932, dove conquistò il bronzo nella 50 km.

    Era solito tagliare il traguardo al grido: «Viva l'Italia!», abitudine che aveva anche nelle sue numerose gare all'estero.

    A fine carriera intraprese l'attività di imprenditore nel settore dei formaggi; morì nel 1968 a 66 anni.

    Oltre allo schermidore Edoardo Mangiarotti, allo sciatore Gustav Thöni e allo slittinista Paul Hildgartner, Ugo Frigerio è stato l'unico italiano scelto per due volte come portabandiera dell'Italia nella cerimonia di apertura, nel 1924 a Parigi e nel 1932 a Los Angeles.

    Ad Anversa anche bronzo per Ernesto Ambrosini (3000 metri siepi) e Valerio Arri (maratona)

    Ernesto Ambrosini iniziò l'attività podistica nel 1912 nella polisportiva Veloce Club Monzese. Passò in seguito all'Unione Sportiva Monza in cui divenne il responsabile della sezione atletica.

    Partì a servire la patria nel conflitto mondiale nel 1915 con il fratello gemello Michele, calciatore della Pro Lissone, con cui incredibilmente condivise analoghe situazioni. Entrambi furono nello stesso periodo feriti e ricoverati in un ospedale militare, ma il fratello perì a seguito di complicazioni.

    Ernesto recuperò la condizione e già nel 1918 tornò dopo la convalescenza alle gare di mezzo fondo in cui fu spesso contrapposto a Carlo Speroni e non sempre nelle posizioni secondarie.

    Nel 1919 si tesserò per la storica associazione monzese Forti e Liberi

    Partecipò anche all'olimpiade di Parigi del 1924.

    È stato detentore di due primati nazionali. Morto nel 1951, è sepolto nel Cimitero di Monza.

    A lui fu a lungo dedicato il campo sportivo comunale del Centro Singer, costruito nel 1936, che ospitava un anello in tartan.

    Valerio Arri è la prima medaglia olimpica dell'Italia alle Olimpiadi per la maratona. Vincitore della Maratona di Torino del 1919 con il tempo di 2.40.47,6 e campione d'Italia, sempre nel 1919, a Milano (ma sulla distanza dei 48 km), con il tempo di 3,13,41.

    Disturbato da coliche renali, pur essendo tra i favoriti, non riuscì a vincere la maratona olimpica di Anversa 1920, ma dopo una straordinaria rimonta, giunto 3º al traguardo, per dimostrare la sua freschezza si esibì in una serie di capriole che entusiasmarono il pubblico e impressionarono il barone Pierre de Coubertin, che lo volle premiare con una coppa, proprio come aveva fatto 12 anni prima la Regina d'Inghilterra con l'altro maratoneta italiano Dorando Pietri.

    Ad Anversa, nelle altre discipline, trionfa ancora una volta Nedo Nadi, che vince ben cinque medaglie d'oro nella scherma. Dopo 20 anni l’Italia riesce anche a vincere nelle gare d’equitazione per merito di Tommaso Lequio di Assaba.

    Per la prima volta, nella spedizione Italiana, è presente una donna, Rita Gagliardi, tennista, che in ogni caso non riesce a ottenere risultati rilevanti, sponsorizzata dal conte Alberto Bonacossa, futuro proprietario della Gazzetta e grandissimo sportivo, per le gare di tennis

    In questa edizione si inaugura la tenuta azzurra, indossata ancora oggi, che accompagna gli atleti italiani nelle varie edizioni olimpiche.

    Arriva anche un'altra piccola svolta: l'Italia schiera squadre complete, che non ci fanno sfigurare nel confronto con il mondo e, fra le nazioni, è guida del movimento olimpico.

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